Sia gloria a Dio, nostro Signore e Re. Per sempre dura il Suo amore. Grande è il Suo nome, meraviglioso Egli è. Per sempre dura il Suo amore. Cantiam, cantiam. Con la Sua man Egli ci sostien. Per sempre dura il Suo amore. Egli ci dà la vita eterna in don. Per sempre dura il Suo amore. Cantiam, cantiam. Cantiam, cantiam… Per sempre Dio è fedele, Potente ad operar. Sarà con noi per sempre, Per sempre, Per sempre, Per sempre. Ogni giorno in noi la grazia Sua troviam. Per sempre dura il Suo amore. Non ci lascerà né ci abbandonerà. Per sempre dura il Suo amore. Cantiam, cantiam. Cantiam, cantiam Per sempre Dio è fedele, Potente ad operar. Sarà con noi per sempre, Per sempre, Per sempre Per sempre Dio è fedele, Amore senza età. Godremo in Sua presenza Per sempre, Per sempre, Per sempre.
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Le parole di questo brano elevano lo sguardo umano al di sopra delle contingenze terrene per contemplare la maestà e la bontà di Dio. Riconoscerlo come Signore e Re significa ammettere la Sua sovranità su ogni aspetto dell'esistenza. Il ritornello che ripete con insistenza che il Suo amore dura per sempre richiama il Salmo 136, dove ogni versetto si chiude con la stessa proclamazione: "Perché la sua misericordia dura in eterno". Questa ripetizione non è vana, ma è necessaria per imprimere nel cuore umano una verità incrollabile, specialmente nei momenti di dubbio o di prova. La fede non nega le difficoltà, ma poggia sulla roccia di un amore che non si esaurisce con il passare del tempo.
Il testo evidenza l'azione concreta di Dio nella storia e nella vita quotidiana, ricordando che Egli sostiene l'uomo con la Sua mano e offre il dono della vita eterna. Questo fa eco alle parole dell'apostolo Paolo nella lettera ai Romani, quando afferma che nulla potrà mai separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù. La fedeltà divina non è un concetto astratto, ma una forza potente che opera nella realtà. Sapere che Egli non abbandona mai i Suoi figli trasforma la paura in fiducia. Come ricorda l'Epistola agli Ebrei: "Non ti lascerò e non ti abbandonerò", una promessa che diventa ancora più luminosa nella prospettiva dell'eternità trascorsa alla presenza di Colui che è l'amore senza età.
L'applicazione spirituale di queste verità invita a sviluppare uno stile di vita improntato alla lode costante e alla fiducia radicale. Nella frenetica quotidianità, caratterizzata da incertezze e precarietà, l'invito a cantare e a ricordare la grazia che si rinnova ogni mattina offre un antidoto allo sconforto. Praticare la fede significa fermarsi ogni giorno a riconoscere i segni del sostegno divino, resistendo alla tentazione dell'autosufficienza. Si è chiamati a vivere la giornata con la consapevolezza di non essere mai soli, lasciando che la certezza di un Dio fedele plasmi le relazioni e doni una pace profonda capace di attraversare qualsiasi tempesta.
L'incoraggiamento che emerge da questa riflessione è un invito a sollevare il capo. Qualunque sia il peso che si sta portando, le circostanze presenti non hanno l'ultima parola sulla vita. C'è un amore eterno che avvolge l'umanità e una mano potente pronta a sostenere chiunque si affidi ad essa. Non c'è bisogno di temere il domani o di sentirsi inadeguati, perché la grazia divina è sufficiente e si rinnova ogni giorno per ciascuno.
Questo amore eterno e questa fedeltà incrollabile hanno un nome e un volto: Gesù Cristo. Egli è il riflesso della gloria di Dio disceso sulla terra per offrire la vita eterna e per non lasciare mai nessuno solo. Accostarsi a Gesù significa rispondere all'invito del Suo amore, affidando a Lui le proprie fatiche, i propri peccati e le proprie speranze. In Lui si trova la porta aperta verso la presenza di Dio, dove la gioia è piena e dura per sempre. Aprire il cuore a Gesù oggi significa sperimentare la Sua potenza che opera nel profondo, trasformando l'esistenza in un canto di lode che non ha fine.
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